Torpignattara

A Torpignattara siamo affezionati: culla del nostro progetto, ha ospitato con entusiasmo e calore le prime due edizioni di Muri Sicuri, entrambe all’insegna della beneficenza nei confronti delle aree devastate dal terremoto del 2016: la prima volta, nello stesso anno, con la collaborazione di Atoch,e e nel 2018 con interventi di Diavù e Solo.

Passeggiare per le strade di Torpignattara impone una riflessione sulla moltitudine di culture ed etnie che lo popolano. Una realtà certamente complessa, fatta di famiglie provenienti da luoghi spesso molto lontani e del loro sforzo di integrarsi con la popolazione originaria del quartiere, che spesso ricorda il sottoproletariato romano dei capolavori pasoliniani. La scuola Carlo Pisacane è lo specchio di questa multietnicità ed è l’esempio principe di come sia possibile far convivere, non senza qualche difficoltà, mondi e culture diversi tra loro.

A Torpignattara l’importanza del dialogo e dello scambio trova espressione anche sui muri, sulle pareti delle edicole, sulle saracinesche dei negozi, in un avvicendarsi corale di voci. Atoche, Herakut, Etam Cru, Jef Aérosol, C215, L’Atlas, Verlato… difficile citarli tutti. I loro lavori, spesso di dimensioni colossali, vanno ammirati e compresi nel contesto in cui sono stati realizzati. Italiani e stranieri gli artisti, italiani e stranieri i membri della popolosa comunità di Torpignattara, in una sinergia unica che coinvolge anche gallerie, iniziative, progetti artistici e comunità locali, che spesso affidano autonomamente al genio creativo di nomi noti o meno noti del panorama della street art i propri spazi per lanciare un nuovo grido alla società contemporanea.

In questo straordinario itinerario si ripercorrono le tappe dell’evoluzione del quartiere, dall’antico Fundus Laurentus alla Torre delle “Pignatte”, fino a illustrare la nuova forma di narrazione sul territorio rappresentata dalla street art e dalle sue molteplici tecniche pittoriche.